Caso Eolo: le ultime novità

Chi segue la nostra pagina Facebook, saprà che, a fine novembre, è scoppiato il “Caso Eolo“.

Ma riepiloghiamo, per chi non ne fosse a conoscenza.

Il 28 Novembre, 5 dirigenti della società Eolo, fornitrice di connettività internet, sono stati accusati di rubare frequenze liberi e veloci per battere sul tempo la concorrenza.

L’amministratore delegato è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

L’accusa è di truffa i danni dello Stato pluriaggravata, furto di radiofrequenze senza autorizzazione e turbata libertà dell’esercizio di un’industria o di un commercio.

Questo avrebbe fruttato alla società guadagni per circa 3,5 milioni di euro.

Secondo le indagini, Eolo avrebbe fornito illegittimamente al pubblico servizi di connessione ultra rapida, utilizzando e occupando frequenze non assegnate dal ministero dello Sviluppo Economico.

Questo comportamento, secondo gli inquirenti, avrebbe creato un danno allo Stato per il mancato pagamento degli oneri di concessione, e permesso inoltre a Eolo di ampliare il proprio pacchetto clienti a discapito della concorrenza.

In seguito all’udienza del 3 dicembre scorso, l’amministratore delegato è stato scarcerato.

Secondo il GIP, non esiste l’esigenza di misure cautelari.

Le indagini, per fatti accaduti circa 2 anni fa, procedono.

La società si difende dichiarando che tali circostanze furono già chiarite a suo tempo presso le sedi competenti e precisa che tale vicenda non avrà ripercussioni sui servizi alla clientela e sulla solidità dell’azienda.