Facebook ammette: “Ci sono 270 milioni di account non regolari”

Facebook ha stimato che ci sono circa 270 milioni di account falsi o doppi e i numeri sono superiori alle attese

facebookAlmeno una volta al mese oltre 2 miliardi di persone, più di un quarto della popolazione mondiale, si connettono a Facebook. Purtroppo per l’azienda di Menlo Park e la credibilità della piattaforma, non tutti sono così onesti da essere se stessi. Il social network ha fatto il possibile per ridurre l’anonimato e spingere i suoi iscritti a utilizzare il proprio nome e il risultato è stato certamente migliore rispetto a Twitter ma questo non è bastato come ha dimostrato il suo coinvolgimento nello scandalo Russiagate. Il numero di fake e profili doppi è infatti cresciuto rispetto alle sue previsioni.

Nel bilancio dell’ultimo trimestre è presente una voce a cui Facebook non ha ovviamente voluto dare particolare risalto in cui si afferma che circa 270 milioni di account non sono riconducibili ad un singolo individuo. Di questi circa 207 milioni, cioè circa il 10% degli utenti attivi a giugno di quest’anno, sono profili duplicati. Si tratta quindi di persone che possiedono più di un profilo o di aziende che invece di registrare una pagina attivano un account personale. I fake dovrebbero essere tra i 41 e i 62 milioni (2-3% del totale). I falsi profili appartengono a persone che vogliono nascondere la propria identità, reti di bot a scopo commerciale e promozione pubblicitaria e personaggi con fini politici di varia provenienza. Lo stesso social network ha confermato che i servizi di propaganda russi sono riusciti a raggiungere 126 milioni di utenti americani grazie ai contenuti pro Donald Trump pubblicati tramite profili fake. Quest’ultimi sono quindi cresciuti rispetto a luglio e in modo decisamente superiore rispetto alle previsioni di Facebook, che si era fermato all’1% dell’utenza attiva. L’azienda di Menlo Park ha però voluto sottolineare che in realtà non sono aumentati i falsi profili ma semplicemente sono diventati più efficienti i sistemi per identificali.

 

Fonte: http://www.datamanager.it