Battaglia contro Apple per sbloccare l’iphone dell’ex marito e recuperare le foto

Immaginate l’Inghilterra e la storia romantica di 2 ragazzi, Rachel Thompson di 19 anni e Matt di 18.

Una bella storia d’amore. E dopo 10 anni di matrimonio, nel 2009, ecco arrivare la piccola Matilda.

I ricordi di famiglia

Entrambi lavorano nel settore immobiliare ma Matt è appassionato di fotografia ed è anche molto bravo.

E quale soggetto migliore della sua famiglia, di cui è così innamorato.

Rachel, in possesso di un cellulare BlackBerry, utilizzato maggiormente per motivi di lavoro, delega il marito a creare il loro personale “archivio di ricordi”.

Così, nel tempo, Matt colleziona oltre 4.500 foto e 900 video.

Questo archivio contiene ricordi e momenti felici, attimi di vita quotidiana, riguardanti la piccola Matilda ma anche il padre di Rachel.

Un triste epilogo

Purtroppo a volte i matrimoni non sopravvivono e nel 2014 i protagonisti di questa storia decidono di separarsi, senza mai avviare le pratiche per il divorzio.

Fino qui, non ci sarebbe nulla di strano… Succede a tante coppie…

Se non fosse che, l’anno successivo, a solo 39 anni, Matt muore suicida.Fiocco_nero Quando accade, la piccola Matilde ha solo 6 anni.

I guai, si sa, non arrivano mai soli; circa 18 mesi dopo la morte di Matt, viene a mancare anche il padre di Rachel.

Ed è proprio da questi eventi che ha inizio la lunga e difficile battaglia di Rachel.

La battaglia contro un colosso

Il prezioso archivio fotografico è contenuto nell’Iphone di Matt ma Rachel non ricorda la password per accedervi.

Quindi, come farebbero tutti, la donna si rivolge a centri autorizzati ma senza risultato.

apple_class_action_1217

Decide così di rivorgersi direttamente ad Apple ma anche qui riceve un grosso rifiuto; le regole di tutela della privacy non consentono l’accesso ai dati del defunto, nemmeno agli eredi.

Come permettere a Matilde di ottenere quei ricordi piacevoli del padre, del nonno e della sua infanzia?

La signora inglese si rivolge ad un legale, l’avvocato Matt Himsworth, ma Apple risponde che consegnerà i dati solo dietro ordine di una Corte.

E così sia. Ha inizio una dura e costosa battaglia legale che durerà 3 anni.

Il lieto fine

Ma alla fine, un giudice ordina a Apple di permettere alla signora l’accesso al cellulare, così che la bambina possa godere di quelle preziose immagini. Nulla potrà restituirle i cari che ha perso, ma guardando quelle foto e quei video, potrà ricordarsi di loro.

Durante una trasmissione inglese, la stessa Rachel dichiara:

L’ho fatto solo per mia figlia, volevo che avesse dei ricordi di suo padre, di suo nonno e della sua infanzia.

Il giudice Jan Luba, che ha scritto la parola fine in questa triste vicenda, ha chiesto che le leggi vigenti vengano modificate per evitare che cose simili possano accadere nuovamente in futuro.

Anche esperti legali hanno appoggiato questa tesi; le famiglie in lutto devono ricevere assistenza in casi come quelli di Rachel e di sua figlia Matilda.

Lo stesso avvocato Himsworth, che ha seguito tutta la vicenda e aiutato ad ottenere un risultato positivo, ha dichiarato:

Prima le foto venivano conservate in album fotografici fisici ma ora sono tenute negli spazi virtuali. Bisogna affrontare questo problema poiché sempre più utenti utilizzano account e social media salvati su cloud. Dovrebbe esserci una procedura affinché gli eredi possano accedere ai dati contenuti in questi spazi virtuali.

Può succede a tutti

Se ci pensate bene, può capitare a ciascuno di noi…

Nell’era della fotografia digitale e degli smartphone, quanti di noi stampano le proprie foto?

Speriamo che in futuro, casi come questo non si ripetano più.