Amazon Echo: gli assistenti vocali sono davvero sicuri?

Quante volte avete visto in tv una pubblicità di un assistente vocale? O un consiglio di acquisto navigando su internet. Di certo molte volte.

Eppure si è parlato anche della sicurezza di questi apparecchi tecnologici; sono sicuri per la nostra privacy?

Abbiamo pensato di proporvi un articolo pubblicato il 26 Aprile scorso dal sito “Il Disinformatico” in cui si parla delle eventuali violazioni della privacy che potrebbero scaturire dall’uso degli assistenti vocali:

Quanta gente può consultare quello che si dice ad Alexa?

Torno a parlare di assistenti vocali e in particolare di Alexa, dopo le segnalazioni di problemi di privacy di un paio di settimane fa, per un aggiornamento.

Dalle indagini di Bloomberg è emerso infatti che non solo presso Amazon ci sono molti dipendenti che ascoltano quello che viene captato dal microfono di questi dispositivi, ma che questi dipendenti possono facilmente scoprire gli indirizzi di casa delle persone che si trovano a dover origliare per lavoro e potevano anche scoprirne facilmente i numeri di telefono.

Amazon ha confermato, precisando però che questo genere di accesso è dato a “un numero limitato” di dipendenti che usano “un campione molto piccolo di interazioni”per migliorare il sistema di riconoscimento vocale. Non è chiaro cosa si intenda per “limitato” e “molto piccolo”, considerato che Amazon ha oltre 600.000 dipendenti e sono stati venduti oltre 100 milioni di dispositivi Alexa.

Non è il caso di fare i complottisti paranoici, come Alex Jones che chiede ad Alexa se è collegata alla CIA:

Video incorporato

Tim Young

@TimRunsHisMouth

I’m crying laughing…
“Alexa… are you connected to the CIA?”
“Alexa… you are lying to me.” – Alex Jones’ hard hitting back and forth interview with an Amazon Echo.
He’s not gonna let it get away with ANYTHING.

Tuttavia è importante rendersi conto che una conversazione fatta in un ambiente nel quale è attivo un dispositivo Alexa non può essere considerata realmente privata, perché a volte Alexa crede di aver sentito la parola di attivazione quando non è stata pronunciata e quindi inizia a registrare quando non dovrebbe. Qualunque assistente vocale attivato dalla voce tenderà a raccattare spezzoni di parlato non indirizzati ad esso: è un difetto inevitabile di questa tecnologia.

È altrettanto importante capire che la sensazione di intimità e riservatezza generata dalla voce suadente di questi dispositivi è ingannevole: chiunque abbia accesso all’account Amazon di una persona può infatti leggere e riascoltare tutte le domande fatte ad Alexa da quella persona. Genitori e figli, per esempio, potrebbero scoprire cose che preferirebbero non sapere gli uni degli altri. Lo stesso vale per le coppie.

Chi volesse ispezionare la propria cronologia delle richieste ad Alexa può andare a www.amazon.it/alexaprivacy e scegliere Rivedi la cronologia voce, come ho fatto io nello screenshot all’inizio di questo articolo. Raccomando inoltre di leggere con cura le Condizioni d’uso di Alexa e le altre informative di privacy del servizio: ma soprattutto di prendere la sana abitudine di galateo di spegnere i microfoni di Alexa con l’apposito pulsante, o scollegare il dispositivo dall’alimentazione, se arrivano ospiti o se si prevede di fare conversazioni intime: voi potreste non avere nulla da nascondere, ma magari il vostro interlocutore ha qualcosa da proteggere.

Perché alla fine questi assistenti vocali sono, in sostanza, microfoni che ci piazziamo in casa o in ufficio e sulla cui attivazione non abbiamo l’ultima parola (per parafrasare Jeremy Gillula, Electronic Frontier Foundation, citato da Gizmodo).

Fonte: https://attivissimo.blogspot.com

Personalmente, vi confesso di aver avuto brutte esperienze con gli assistenti vocali.

Mi è capitato che, senza un comando preciso, l’assistente del mio smartphone si attivasse, iniziando a riprodurre video, aprire applicazioni o avviare chiamate.

Quindi, il consiglio è di fare attenzione; la vostra privacy vale più della comodità di un comando vocale.